Che succede

Già diversi amici ci hanno contattato chiedendo “Che succede? Dove siete? Perché il diario di bordo non viene più aggiornato?”.

Siamo ancora a Mytikas di Preveza.
Il fatto è che la mattina del 4 giugno abbiamo deciso di presentarci a Lefkada un po’ prima delle 12, perché a quell’ora dovrebbe aprire il ponte mobile per far passare le barche. Poco dopo le 9 siamo pronti e ci prepariamo a lasciare l’ormeggio.

Accendiamo il motore, filiamo le cime d’ormeggio dalla banchina, mentre Rachele recupera la catena dell’ancora.
Facciamo 20 metri, non di più, e il motore si spegne. Così, senza preavviso, né avvisi o rumori strani.
Spento e non c’è modo di farlo ripartire, malgrado il motorino d’avviamento giri senza problemi.

Siamo ancora con l’ancora giù, al centro del porto.
Francesco e Velia col gommone vanno a legare in banchine la fettuccia, Rachele fila la catena fino alla stessa misura che avevamo fuori prima di partire e pian piano riportiamo Moma allo stesso ormeggio della notte, alandoci sulla fettuccia.

Faccio tutte le verifiche che mi vengono in mente. Olio, liquido di raffreddamento, impianto elettrico, spurgo del gasolio, …
Niente da fare. I cilindri non vanno in compressione.
Un pescatore di una barca vicina ci chiama un meccanico di Preveza: Makis.

Makis arriva, rifà più o meno i miei stessi controlli, poi smonta il carter che contiene l’albero motore e la cinghia di distribuzione.
La vista è impietosa. La cinghia è completamente molle e l’ingranaggio che dovrebbe guidarla non è più solidale con l’albero motore, le viti sono mangiate e spaccate, la sede della chiavettta che dovrebbe tenerlo in posizione sull’albero completamente mangiata. C’è polvere di metallo mangiato ovunque.
Non riesco a capire come abbia fatto il motore a portarci fin qui in tutti questi giorni, senza un accenno di problema, senza un minimo di malfunzionamenti.
Makis scuote la testa e dice solo “Big problem, big problem”.

Chiamo Pisani in Italia, il suo parere è di non tentare di ripararlo qui. Costa di più che sostituirlo. Prova a cercarmi una buona occasione.
Anch’io passo alcuni giorni a cercare un’occasione attraverso tutti i miei contatti. Non trovo nulla di decente, occorre acquistare un blocco nuovo.
Sono arrabbiato e demoralizzato, non so come fare, non ho i soldi per affrontare questa spesa, ma alla fine non ho alternative e faccio l’ordine.

Adesso siamo qui che attendiamo. Usiamo Moma come roulotte al mare facciamo i turisti in questo bel paesino che è Mytikas, con le sue spiagge, i boschi, gli scogli, i suoi fiori.
Nella sfiga non poteva andarci meglio. Il paesino è proprio piacevole, l’ormeggio sicuro e il porto, che non è ancora ufficialmente aperto, non si paga. Un rubinetto dell’acqua è aperto su una colonnina poco distante.
C’è una compagnia di charter svedese che ci dice che è assegnato a loro, ma io “da questo orecchio non ci sento” e anche nel week-end, quando ci sono i cambi di equipaggio, c’è abbastanza posto per tutti.

Lunedì 8 Velia e Francesco ci lasciano. Era già previsto che passassero un po’ di giorni in giro per Itaka e Cefalonia, prima di rientrare in Italia.
Sfruttiamo il taxi che li porta a Preveza a prendere un bus, per andare in città anche noi. Dobbiamo portare un bel po’ di roba in lavanderia e fare qualche acquisto.

La tessera per attivare acqua e luce sulla colonnina vicina si può ottenere solo alla Port Authority di Preveza. Lì ci confermano che questo mese il porto è gratuito, ma il prossimo, forse … Ci caricano 10 euro di credito su di una tessera anonima, ma non ce li chiedono. Dobbiamo solo riconsegnarla al ristorante Agnanti prima di partire, che ne hanno poche.

Già. Partire … Dubito che riusciremo prima della fine di giugno.

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