
Ieri lo spedizioniere ha indicato Lunedì 29 come data di prevista consegna del nuovo blocco motore.
Bene, almeno si può cominciare a pensare che presto ci muoveremo.
Intanto qui continuiamo la nostra vita da turisti in roulotte, sperimentiamo nuove ricette di cucina e ne rinverdiamo di vecchie di casa, anche perché qui si rischia facilmente di adagiarsi sulla sola cucina greca, che ha certo tanti ottimi piatti, ma poi diventa un po’ monotona, soprattutto per un vegetariano.
L’altro giorno per esempio ci siamo preparati con gran gusto un “Friggione” bolognese di cipolle, che non mangiavamo da anni.
A soli 3 km da qui c’è il museo della vecchia città di Nikopolis (città della vittoria), fatta edificare da Ottaviano Augusto dopo la vittoria della battaglia di Actio contro Antonio e Cleopatra.
3 km ad andare e altrettanti a tornare si possono percorrere a piedi e lo abbiamo fatto. Il museo è molto interessante e vale la pena visitarlo.
Peccato solo che dopo per raggiungere alcune delle basiliche occorra fare altri 2-3 km e altrettanti poi per raggiungere il teatro, più quelli per vedere anche le antiche mura e altro. Si tratta del sito archeologico più vasto della Grecia (900 ettari) e infatti la cosa furba sarebbe acquistare la visita guidata da Preveza, che viene fatta con un pulmino che ti trasporta da un luogo all’altro. Noi a piedi da Myticas ci dobbiamo accontentare del museo.
Qualche giorno fa abbiamo anche fatto un incontro interessante, forse dovrei dire “elettrizzante”, visto il mezzo nautico.
Infatti giovedì 18 pomeriggio ha ormeggiato qui uno strano catamarano con a bordo Luca e suo figlio Francesco.
Si tratta di Emaho, un catamarano autocostruito da Luca in compensato marino e resina epossidica, sulla base del progetto Wharram tiki 30.
La particolarità però non è l’autocostruzione, di catamarani e monoscafi autocostruiti ne abbiamo visti tanti. La particolarità è che questo catamarano è totalmente elettrico. 2 motori elettrici corrispondenti, se ricordo bene, a 27 cavalli l’uno, con la tuga completamente ricoperta da 3kW di pannelli solari e 16 kW di batterie sotto le panche della dinette.
In verità c’è anche un piccolo albero in legno, che Luca sposta da uno scafo all’altro a seconda delle andature, ma permette solo di alzare un piccolo gennaker per andature di poppa.
Abbiamo cenato assieme su Moma e ci siamo fatti raccontare un po’ la storia di questa strana barca.
Luca ha costruito Emaho sulle colline genovesi e da quel mare è partito qualche anno fa, scendendo tutta la costa italiana durante le estati, lasciandola dove era arrivato per l’inverno e adesso è arrivato in Grecia, con l’intenzione di passare qualche anno in questi mari.
La sua navigazione si può seguire sul canale Telegram @emahoboat e alcuni video sulla barca sono visibili su YouTube.
Ad esempio qui: https://www.youtube.com/watch?v=TbV3W2MND6Y
e qui: https://www.youtube.com/watch?v=yCLOfEXqV_4&t=258s .
Le giornate le passiamo soprattutto leggendo, facendo passeggiate nei dintorni, qualche lavoretto di manutenzione, qualche nuotata (Rachele, perché non amo tanto) e magari qualche lavoro vero e proprio al computer, oltre ovviamente a cucinare e mangiare.
Arriverà lunedì spero. Panos, il meccanico consigliato da un amico per fare il lavoro, è già allertato.
Teniamo duro.

