
35 giorni di sofferenza, ma ieri sera verso le 10 Pànos, il meccanico che mi ha consigliato un amico che ha un’agenzia di charter a Lefkas, ha terminato l’ultimo lavoro, cioè di installare l’alternatore.
Il giorno prima con due giovani aiutanti aveva installato il nuovo blocco motore, a cui in officina aveva aggiunto diverse parti accessorie che aveva asportato dal vecchio. Il vecchio l’avevamo estratto con un paranco utilizzando il boma e affiancando Moma alla banchina e con lo stesso metodo avevamo imbarcato il nuovo.
Tutto bene, ma quando era arrivato all’alternatore Pànos aveva scoperto che il supporto del nuovo era diverso e inutilizzabile.
“Devi farti spedire un’alternatore adatto” aveva detto. Ero già disperato, anche coi pannelli solari è dura mantenere in carica la batteria motore e farsi spedire un alternatore vuol dire perdere un’altra decina di giorni, se va bene.
Ho chiamato Delta Service, il rivenditore italiano, e gli ho raccontato il problema. Per fortuna mi spiegano che anche il supporto dell’alternatore è rimovibile dai due blocchi motore e interscambiabile. Fantastico.
Faccio fatica a convincere Panos, che non ricorda di aver visto viti di fissaggio, gli giro i disegni che mi hanno inviato dall’Italia, poi la sera torna in officina e riesce effettivamente a estrarre il supporto, viene in barca, suda le classiche sette camice, ma alla fine tutto è nuovamente funzionante.
Sistemiamo la barca e andiamo a dormire sollevati.
Stamattina diamo un po’ una pulita, che la barca in questi giorni è stata un cantiere. Già avevo passato due giorni interi ad asciugare e pulire la sentina motore e tutte le pareti interne, che da bianche erano diventate nere.
Rabbocchiamo l’acqua, facciamo tutti i controlli delle attrezzature, alle 9 e 3/4 avviamo il motore e salpiamo.
Non c’è quasi aria, ma non ci serve. Dobbiamo testare il motore, verificare che tutto sia perfetto. Andiamo tranquilli, senza tirarlo per il collo, come se fosse il rodaggio che si faceva una volta. Viaggiamo a 4 nodi, 4 nodi e mezzo.
La temperatura non supera i 75 gradi, lo scarico sputa acqua perfettamente, non fa fumi particolari, il rumore è costante e regolare.
Dopo 2 ore siamo al porto di Preveza. Nella banchina comunale si è appena liberato un posto, con una perfetta manovra caliamo l’ancora e ormeggiamo. Non abbiamo finito di sistemare che arriva un’altra barca che afferma che quello è il posto che avevano prenotato loro, c’è anche un loro monopattino a motore già lì parcheggiato sulla banchina, non stiamo neanche a discutere e lasciamo l’ormeggio.
Il porto è pieno. Hanno espanso la zona riservata ai charter, ormai ci saranno sì e no 10 posti riservati al transito. Poi è venerdì e tutti charter fanno i cambi d’equipaggio.
Ci mettiamo all’inglese sul molo industriale di fronte. So che lì l’ormeggio è vietato e bisognerebbe farselo concedere dalla capitaneria, ma a me non importa, ho bisogno di fermarmi a Preveza e lì il posto c’è, non ho intenzione di starci molto.
Ritorniamo in paese col gommone e andiamo a portare due enormi sporte di biancheria da lavare nella stessa lavanderia in cui eravamo venuti un mese fa.
Nell’attesa andiamo a pranzo in un’ottima taverna, poi a comprare alcune cose a un supermercato e a prelevare i soldi per il meccanico da uno sportello bancario, che a Mytikas l’ATM non c’è più e non avevo potuto procurarmi i contanti.
Ritirata la roba in lavanderia e consegnati i soldi a uno dei collaboratori di Panos, molliamo gli ormeggi e ci trasferiamo nella grande baia subito a Nord del marina e diamo fondo all’ancora in 3 metri d’acqua, con 14 metri di catena.
La baia è affollata, ma non importa, Moma è di nuovo in navigazione, come deve essere.
Cena leggera, con un’insalata di verdure varie, che il pasto importante della giornata l’abbiamo fatto oggi in taverna.
Ore motore: 2602 (avrei azzerato volentieri il contaore, ma non ho idea di come si possa fare.)
Miglia percorse: 10
P.S.: Come foto del diario di oggi non metto l’ennesima foto del motore, ma quella di un piccolo ketch di soli 6 metri, che ci è tanto piaciuto, per la bellezza e l’idea, approdato l’altra sera a Mytikas. In legno, a deriva mobile, con uno strano bompresso posteriore che permette di armare unaa randa sull’albero di mezzana.
Sopra 4 persone: inglese lui, svizzera dei Grigioni lei e le loro due bambine. La barca non è pontata, cioè non ha cabine interne e quindi si vive, si mangia e si dorme all’aperto, sotto un po’ di tendalino che protegge parzialmente dal sole e dalla pioggia, un sacco a pelo e via.
Così si fa del vero campeggio nautico, ma non è facile.
La barca è davvero carinissima e simpatica la famiglia, ma l’altra sera, dopo qualche chiacchiera noi siamo rientrati su Moma, mentre le bimbe si addormentavano. Dopo qualche minuto ha cominciato a piovere.
Volevo andare a dirgli che li potevamo ospitare su Moma, ma per fortuna la pioggia non era forte ed è durata pochi minuti e poi non so se avrebbero accettato o declinato l’invito.
La mattina, quando con comodo ci siamo alzati, loro avevano già salpato. Avevano detto che avrebbero passato un po’ di giorni in questo golfo di Ambracia di Preveza, forse sono proprio nella baia accanto.

