
Giornata molto calda già dalla mattina. Rachele prepara una panzanella per pranzo, che mette al fresco in frigo, e poi parte per una delle sue nuotate esplorative. Io sistemo un po’ di cose, che da fare ce n’è sempre.
Abbiamo poche miglia di distanza da percorrere per arrivare a Zante, dove arriveranno Luca e il suo amico Federico il giorno 1, e siamo in abbondante anticipo. Quindi abbiamo deciso di impiegare il tempo per esplorare tutte le calette del lato orientale dell’isola, quelle che non vedi mai perché devi sempre raggiungere una meta più lontana.
A mezzogiorno salpiamo e ci avviciniamo all’isolotto di Micro Nisi e alla baia che protegge, bel posto, da tenere presente.
Più a sud la baia di Makrys Gialos è decisamente invitante, ma sulla sua spiaggia già affollata le barche turistiche scaricano orde di turisti, anche con la scusa delle grotte.
Ancora più a Sud c’è la baia di Xigia, famosa per le sue acque solforose, bella, ma davvero puzzolente.
Un po’ meno odorosa di zolfo la baia omonima a Sud del promontorio.
Decidiamo di fermarci lì per consumare la nostra panzanella e un secondo bagno di Rachele.
Poco dopo l’una diamo fondo su sabbia in 6 metri d’acqua.
La baia è davvero piacevole, ma è infestata di barchini a noleggio che vanno e vengono in velocità, provocando un sacco di onda.
Decidiamo che il posto migliore per passare la notte è Makrys Gialos, quindi verso le 16,30 salpiamo. Dovremmo arrivare quando gran parte delle barche piccole e grandi se ne è andata.
Così è, è rimasta solo gente sulla spiaggia, ma col buio se ne andrà. A passare la notte ci sono solo altre 3 barche a vela. Benissimo.
Diamo fondo in 8 metri d’acqua su sabbia, con 36 metri di catena, subito prima delle boette che delimitano l’area riservata ai bagnanti.
Un ultimo bagno rinfrescante (questa volta anche per me), poi cena con un bel piatto di rigatoni alla puttanesca, cotti rigorosamente in pentola a pressione.
Intanto osserviamo con preoccupazione due tizi in acqua. Uno sta imparando senza grandi risultati a guidare un hydrofoil (quei piccoli surf con un motore elettrico che viaggiano sospesi). L’altro, che gli insegna, abbiamo visto prima che pure non è tanto esperto e sta seduto su uno di quei ciambelloni rosa da bambini, che non hanno remi e sistemi di guida.
Il problema è che nel frattempo si è levato un bel vento da Ovest che li spinge al largo.
Ci chiediamo se saranno in grado di tornare a riva, forse riescono a riunirsi, no, non ce la fanno. Mi pare evidente siano in difficoltà, intanto sono diventati piccoli, piccoli e difficili da distinguere nell’acqua e il sole è tramontato.
Mettiamo via in fretta il tavolino con i piatti, accendiamo gli strumenti, accendiamo il motore e ci apprestiamo a levare l’ancora per raggiungerli, quando da un’altra barca più fuori si stacca un gommone con un fuoribordo potente, che si dirige verso di loro.
Non siamo gli unici che si sono accorti di quello che stava succedendo. Bene. Rispegniamo tutto.
Ore motore: 2663
Miglia percorse: 5

