Ripassiamo da Kyllini

L’altro ieri siamo stati fermi perché Luca doveva prendere l’aereo e perché c’era vento forte. Ieri in teoria si sarebbe potuto partire, ma il vento si faceva ancora sentire e io ero svogliato, quindi siamo rimasti a farci sballottare a Zante.

Volevamo anche approfittare del mercato contadino, in teoria aperto il lunedì, giovedì e sabato, ma era ferragosto e non c’era.
Oggi non abbiamo scuse, si va.

Dopo colazione vado a cercare acqua, quella nel serbatoio è finita. Ieri sera gli abbiamo vuotato dentro quella delle due taniche di scorta, ma 20 litri durano un giorno.
Altri 20 euro a quello dell’autobotte per un centinaio di litri d’acqua non glieli voglio dare.

Alla radice del molo ci sono alcune colonnine coi rubinetti chiusi con i lucchetti, ne trovo una col lucchetto non chiuso, ci riempio le taniche. Le useremo solo per lavarci perché è acqua salmastra.

Passato mezzogiorno lasciamo l’ormeggio. Usciamo lentamente dal porto mentre sistemiamo un po’ le cose in barca per la navigazione, che in questi giorni eravamo un po’ più in stile roulotte.
Ci dirigiamo verso il golfo di Patrasso, che abbiamo deciso di navigare nei prossimi giorni.

Come speravo fuori c’è già un po’ d’aria, apriamo le vele per un’andatura di bolina. Anche se non c’è tanto vento prendo subito con una mano di terzaroli, perché dovrebbe crescere.

Non cresce quanto mi aspettavo, ma comunque dai 3,5 nodi di velocità iniziali, saliamo rapidamente a 4, poi a 5.
Il vento via via allarga, dalla bolina diventa un traverso. Una navigazione tranquillissima, con poco mare, veloce, ma non impegnativa, rilassata anzi.

Anche la temperatura è ottimale, si sta bene con la maglietta e per la prima volta da tanto tempo non si suda.
Già stanotte abbiamo dormito con l’osteriggio chiuso. Sembra che la stagione stia per svoltare.

Man mano che ci avviciniamo alla costa il vento allarga sempre più e adesso arriva di lasco. Facciamo oltre i 5 nodi e abbiamo un apparente di 13-15.

Passata l’isoletta di Kafkalida col suo faro moderno squadrato dovrei virare in poppa e ridurre un po’ di genova, ma manca meno di un miglio all’ingresso del porto di Kyllini, a cui siamo diretti.
Richiudiamo direttamente le vele ed entriamo a motore.

L’intenzione sarebbe quella di ormeggiare in porto, nella darsena piccola, dove ci dovrebbe essere un rubinetto dell’acqua, ma ci sono almeno 15 nodi di vento reale al traverso. Non è il caso di rischiare danni.

Prima delle 16,30 diamo fondo all’esterno in 4 metri d’acqua con 25 metri di catena.
Per l’acqua proviamo domattina.

Ieri sera abbiamo preparato un friggione di cipolla alla bolognese con due enormi cipolle bianche tipiche di Zante. Non è il migliore che ho cucinato, ma in compenso ne è venuta una quantità industriale. Ne abbiamo ancora oltre la metà, per cena ci condiamo un bel piatto di spaghetti, ma ne rimane anche per domani.

Ore motore: 2713
Miglia percorse: 18

 

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