
“La cultura poi ti cura con premura la cultura” cantava l’amico Freak Antoni e così ieri, 20 luglio, bando alla vita da marinaio. Abbiamo preso il trenino delle 9,15, che parte dallo stesso piazzale del molo di ormeggio, comodissimo, e siamo andati a Olympia.
C’ero già stato tanti anni fa, sempre a partire da Katakolon, in una crociera con mio fratello Maurizio e la sua barca Yapalfeu. Non mi ricordavo praticamente nulla.
Il sito archeologico di Olympia è splendido, ricco, immerso nel verde e ben organizzato. Ottimo, davvero ottimo, il museo. Vale la pena perdere una giornata di navigazione per visitarli.
Il trenino di ritorno è alle 13,30, quindi alle 14,20 eravamo già alla barca. L’idea era di sfruttare il pomeriggio per visitare anche il museo della tecnologia della Grecia antica, che è a pochi metri dalla stazione, ma abbiamo scoperto che il lunedì è chiuso. Rimandiamo a stamattina.
Oggi alle 9,30, orario di apertura, ci presentiamo al museo.
Il posto è piccolo, ma le vetrine sono un tale concentrato di invenzioni, marchingegni ricostruiti, schemi, tavole di spiegazioni, che non riesci a leggere e studiare tutto.
Scoprire però che nel terzo, oppure nel quinto secolo a.c. esistevano già pompe automatiche, timer/svegia con fischi o canti d’uccello, lanciafiamme, automi meccanici che mescevano il vino nel bicchiere, oppure bicchieri che impedivano di bere troppo vino, o distributori automatici d’acqua (santa) a moneta, ecc. lascia davvero stupefatti.
Alle 10,30 siamo fuori dal museo, compriamo due cose in un negozio, il serbatoio dell’acqua l’avevamo già riempito, possiamo partire e alle 11 lasciamo l’ormeggio.
C’è già un po’ d’aria che fa ben sperare e armiamo subito la randa, ma aspettiamo di scapolare il capo, per capire che vento c’è fuori, prima di aprire il genova e spegnere il motore.
Il vento non è tanto e, tipicamente, è in bocca, ma si riesce a tenere una buona bolina, procedendo con dei bordi. Come noto odio i bordi di bolina, ma, se la velocità è buona, si possono fare.
Dopo un’oretta così, il vento cambia un po’ direzione e cresce, adesso possiamo tenere una bolina stretta in rotta, con velocità anche superiore ai 4 nodi.
Dopo pranzo il vento si attenua fino a farci scendere sotto i 2 nodi. Riaccendiamo il motore.
Poi dopo una mezz’ora risale con un ulteriore leggero cambio di direzione, riapriamo il genova e procediamo a vela con una bolina larga fino alla nostra destinazione di Kyllini, all’ingresso Sud del golfo di Patrasso. Un’ottima veleggiata, tutto sommato.
Nella darsena piccola di Kyllini, che in teoria può ospitare barche da diporto, non c’è posto. Usciamo e alle 19,15 ci mettiamo alla fonda in baia, affondando l’ancora in 3,5 metri d’acqua con 20 metri di catena.
Per cena una padellata di cetrioli in un umido di pomodoro. (Non si accettano critiche, basate sul pregiudizio che i cetrioli non si cuociono.)
Ore motore: 2640
Miglia percorse: 32

