Panighiri a Kariotes

Fatta colazione, attendiamo un po’ di tempo in rada che uno dei 5 alberi che occupano il pezzo di molo in porto in cui si possono mettere le barche dei diportisti si muova, pronti a prendere il suo posto.
Non si muove nessuno.

L‘amico Giuliano che è pratico di Mytica mi suggerisce di mettermi sul molo esterno riservato al traghetto, tanto fino al primo pomeriggio non arriva. Buona dritta.
Chiamo l’uomo dell’autobotte per organizzare l’acquisto del gasolio, che è il mio obiettivo. Ho aspettato tutto sto tempo per nulla, non ha disponibilità fino a lunedì.
Versiamo nel serbatoio la seconda tanica di scorta. Il pieno lo faremo fra qualche giorno a Lefkada.

Giuliano ci avvisa anche che a Kariotes, una frazioncina di Lefkada stasera ci sarà un paneghiri, cioè una di quelle feste tipiche greche tradizionali, un luogo dove si mangiano piatti locali, suona o canta un qualche cantante del luogo e soprattutto si beve e alcuni ballano fino a notte tarda, un po’ come le nostre sagre contadine. Ovviamente ci si va, anche se a nessuno, per lo meno a me, importa nulla. Si fa e basta.

Alluna e un quarto ci muoviamo verso Lefkada con l’intenzione di fermarci prima per una sosta bagno in una qualche baia. Intanto il vento che, neanche a dirlo, è in bocca rinforza.
Rinunciamo alla sosta bagno e apriamo le vele e procediamo con dei bordi.

Il vento raffica e continua a cambiare, poi rinfresca, allora prendiamo una mano e rolliamo un po’ di genova.
Si procede comunque male, sempre lì a correggere, a cazzare e lascare, per seguire questo vento ballerino.
In vista di Ligia, invece di fare un ultimo bordo, chiudiamo le vele e facciamo l’ultimo tratto a motore.
Passiamo la prima boa rossa del canale di Lefkas, quella che indica l’antico ponte sommerso, e accostiamo verso la chiesetta di Kariotes, davanti a cui è già ancorato Giuliano.
Verso le 17,45 diamo fondo in 4 metri d’acqua con 25 metri di catena.

Verso le 20,30 raggiungiamo la barca di Giuliano e Silvia che ci aspettano col gommone, ma a pochi metri da loro il motore si spegne. Sembra essere totalmente scarica la batteria. Proseguiamo fino a terra a remi.
Raggiungiamo l’area della festa e ne approfittiamo per fare una visitina alla chiesetta e al contiguo micro museo di una stanza locale, carini.

Siamo fra i primi arrivati, ci sono già tavoli e sedie per centinaia di persone e la cucina sta già arrostendo centinaia di souvlaki di porco.
Il problema è che ci sono solo quelli, neanche una foglia di insalata, un pomodoro, un’oliva, uno tzatziki. Io sono vegetariano e neanche Silvia gradisce, ci dirigiamo verso una buona taverna verso il centro abitato, passando la serata in chiacchiere.
Un (una?) panighiri dura spesso fino all’alba e la voce della cantante, bravina, ma con un repertorio non ideale per noi, arriva potente anche in barca. Speriamo finiscano presto.

Ore motore: 2760
Miglia percorse: 18

 

Panighiri a Kariotes
Tag:     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *