
Verso mezzogiorno si alza un po’ di vento da Nord o NordOvest. Immagino sia un’avvisaglia del vento da Ovest che le previsioni dicono che dovrebbe arrivare a metà giornata.
Salpiamo l’ancora e ci avviamo aprendo solo un po’ di genova in attesa di vedere cosa ci sarà quando gireremo attorno ad Akra Mornos, il capo a SudEst di Lepanto.
Prima ancora di raggiungere il capo il vento cambia e ci arriva da Est, cioè in bocca rispetto alla rotta che dobbiamo percorrere, piuttosto forte. Non stava proprio nelle previsioni.
Ci tocca fare dei bordi di bolina stretta. Armiamo la randa con una mano di terzaroli, apriamo il genova parzialmente rollato e andiamo in rotta per SudOvest.
Passato il capo il vento sembra voler rinforzare, allora, invece di fare semplicemente una virata di prua, decido anche di prendere una seconda mano. Forse è troppo, ma mi pare che la barca sarebbe più bilanciata. Però faccio una stupidata e la borosa mi si incattiva sul winch. Se non riesco a liberarla, mi tocca tagliarla.
Viro fino ad assumere un’andatura di poppa e, con solo un po’ di genova aperto che ci porta dolcemente indietro, ho modo di lavorare con tranquillità e liberare la borosa.
Riarmiamo correttamente le vele e riprendiamo il nostro bordo verso SudEst. Al momento giusto viriamo e cominciamo il bordo verso NordEst, che dovrebbe essere il migliore, riportandoci vicina alla rotta prevista e anche in una parte del golfo più ridossata.
È tutto vero salvo che il vento scende ben più in fretta del previsto. Altro che ridosso, sta proprio diminuendo fino a scomparire. Prima riapriamo a tutta tela, ma poi dobbiamo proprio riaccendere il motore. Il mare diventa uno specchio.
Raggiungiamo a motore Trizonia e prima delle 16,30 siamo ormeggiati all’inglese all’esterno del molo di sottoflutto. C’è una tale calma di vento che arriviamo in banchina senza neanche aver raccolto la randa.
Qui ci aspetta Davide, amico navigatore conosciuto un paio di anni fa, con cui sono rimasto in contatto. È fermo qui da qualche giorno, di ritorno dall’Egeo e in attesa di tornare nelle isole Ioniche.
Ci fermeremo un paio di giorni anche noi, che Trizonia è davvero un posto piacevole per sostare.
Per cena un fresco tabuleh libanese, un’insalata di boulgour e verdure crude, preparato e messo in frigo a raffreddare.
Ore motore: 2726
Miglia percorse: 16

