Stop a Cetraro

Ancora una giornata calda e senza vento.

Verso le 10, leviamo l’ancora e ci dirigiamo verso Cetraro senza forzare sul motore, cosa che ci premia con una ridottissima fuoriuscita d’olio.

Al Marina del porto di Cetraro, accetteranno di tenere la barca per tutto il mese (ci dicono per telefono), anche se normalmente il transito è previsto per un massimo di 7-10 giorni. L’importo sarà diverso da quello indicato sul sito Internet del porto. Lì sono pubblicati i prezzi indicativi per metrature intere (321 euro per un 9 metri), ma vengono invece applicati i prezzi al centimetro (nel caso di Moma 849 cm fuori tutto), quindi meno, ma a cui va applicata l’IVA. (Non c’è lo sconto 10% il naviglio della Lega Navale, perché si applica solo al transito vero e proprio).

Il marina vale comunque la pena di essere utilizzato, se si capita in zona, perché, oltre all’economicità, è finalmente un marina attrezzato, con bagni e docce puliti e funzionanti, lavatrici, ferro da stiro, fasciatoio, defibrillatore, etc.
L’ormeggio è sicuro, ma l’ingresso è soggetto a un forte insabbiamento, per cui si riesce ad entrare solo rasentando il fanale verde (la sabbia emerge dall’acqua per 3/4 dello spazio fra il rosso e il verde). Moma pesca solo 1,60 m. – non so se barche che pescano di più riescono a entrare, meglio telefonare e informarsi prima di tentare.

Arrivo in porto verso le 17, cena al ristorantino del porto (gradevole – finalmente in compagnia di Ray Charles, invece della musicazza da discoteca di ultima).

Ore motore: 1702
Consumo del gasolio ancora non misurabile, perché ancora sopra al massimo della spia di indicazione (cioè riempimento del serbatoio ancora oltre i 70 litri).

Stop a Cetraro
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