Brindisi, casa per l’inverno

Alle sei e un quarto sono lascio Otranto in direzione Brindisi. Non c’è un alito di vento e il mare è uno specchio. Sta albeggiando e non è freddo per nulla.

Prima di me e ancora insieme e dietro me sono uscite una miriade di barchine di pescatori (amanti della pesca, non professionisti). Non capisco molto la pesca sportiva, ma debbo dire che tutti sti pescatori sono ammirevoli nella loro dedizione. Per noi che navighiamo, invece, sono un problema: davanti ai porti devi stare attentissimo, per non abbordarne qualcuno, tanti ce n’è, che vanno zig-zagando qua e là alla ricerca dei pesci.

La navigazione è noiosa, per passare il tempo decido di buttare nel serbatoio del gasolio, il contenuto della tannica da 10 litri che tengo di scorta. Per l’inverno è consigliato lasciare il serbatoio pieno e quel gasolio rischia di invecchiare ulteriormente nella tannica.
Mi son sempre chiesto se funziona un tubo di travaso, che devi agitare perché inneschi, che possiedo. Funziona a metà: gli ultimi 4 litri non riesce a estrarli. Poco male, li metterò dentro all’arrivo.

A pranzo il vento portante in cui speravo ancora non si vede. Mi mangio mozzarella pugliese e pomodorini, che m’ero comprato con l’intenzione di mangiarmeli ieri sera. Ma poi gli amici della barca a fianco, con cui avevo già scambiato qualche parola dopo l’arrivo a Otranto, mi hanno invitato per un aperitivo. Non sia mai che io rifiuti.
Poi, dopo l’aperitivo, mi invitano a rimanere anche per cena. Pasta alla norma, ottima. Buon vino e tante chiacchiere.

Si tratta di una coppia di Mantova, proprietaria di un solidissimo Alubat di 38 piedi (credo) in alluminio e una coppia di loro amici/parenti di Verona. Racconto della mia biografia “Se vi va bene bene se no seghe”, dei fatti che vi sono descritti e che sarò a Mantova e Verona in ottobre per il mio giro di presentazioni. Forse verranno a sentirmi e ci riincontreremo lì. Nei prossimi giorni loro proseguiranno la navigaziuone per la Sicilia, dove pensano di lasciare la barca per l’inverno. Così, qualche volta, prenderanno un low-cost e andranno a farsi un po’ di giorni di vela. Un’idea, interessante, da considerare per un altro anno.

A una dozzina di miglia da Brindisi arriva abbastanza vento da SE. Spengo il motore e apro il genova. Si fa fatica a raggiungere i 4 nodi, ma va bene (sono in anticipo sulla tabella di marcia, perché a motore ho tenuto una velocità sostenuta). Il vento cresce ancora un po’ e arriva a spingere anche l’onda di poppa. Tengo un gran lasco, che è quasi una poppa piena fino al molo esterno di Brindisi (ho dovuto fare solo un bordino per evitare la secca). Qui rollo il fiocco e accendo il motore per entrare.

Per dispetto il vento aumenta parecchio mentre percorro il porto esterno e spinge decisamente anche nel porto medio rendendomi difficile l’ormeggio al Marina.
Dovrò restare al Marina qualche giorno perché al cantiere Danese, dove lascierò Moma fino a Maggio, hanno il Travel-Lift in manutenzione per tutta la settimana. È vero che sono in anticipo di un paio di giorni, ma me lo potevano anche dire quando hanno accettato la mia prenotazione per il 15 settembre.

Ho chiesto alla Lega Navale, ma non hanno posto per tenerci. Il cantiere ha un suo marina più in città, ma mi dicono che costa come questo (non parlano di fare un prezzo speciale), allora sto qui che è proprio di fianco al cantiere.
Intanto nei prossimi giorni dovrò preparare la barca per il rimessaggio. Da fare ne ho tanto.

Ore motore: 2059
Gasolio nel serbatoio, compreso quello della tannica: 35 litri (secondo quell’indicatore che non mi convince).

 

Brindisi, casa per l’inverno
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