Non sono convinto, faccio una sosta.

Ieri, ero stato tentato di rimanere alla fonda per la notte a Sud di Rimini, dove c’eravamo fermati per cambiare la girante.
Si ballava, ma le previsioni davano venti deboli. Eppure non ero convinto.

In effetti, arrivati in porto il vento era quasi completamente caduto, ma alle 4 del mattino si è alzato un vento teso da Sud Est, con raffiche a 30 nodi in darsena. Niente pioggia, anche se l’aria era temporalesca.
Svegliato dal vento che fischiava fra gli alberi, sono uscito a rinforzare gli ormeggi e ad aggiungere parabordi tra Moma e la banchina, contro cui il vento ci pressava. Non riuscivo neanche ad allontanare la barca per infilarci il parabordo.
Per fortuna non ero rimasto alla fonda. Il groppo non era previsto da nessuno dei quattro servizi meteo che avevo consultato.
La situazione meteo di questi giorni è poco affidabile.

Il meccanico Angelo è arrivato in tarda mattinata.
Fondamentalmente ha rovesciato il coperchietto della girante, che all’interno era un po’ mangiato. Io l’avevo visto, ma non sapevo se si poteva fare e quanto importava. Poi ha stretto e sistemato qualche fascetta.
Dopodiché la girante pompava nuovamente bene l’acqua attraverso il circuito.
È in gamba, competente e simpatico, ma con costi di intervento romagnoli, non con quelli del sud Italia, a cui mi ero abituato in fretta.

Questo tipo di girante è un po’ stronza. – mi ha detto – Se il circuito non è ben sigillato, non ha la potenza per adescare l’acqua.
Quel che ho fatto andava bene. La girante era ben posizionata e la si estraeva e rimettava con le sole mani, senza problemi, ma evidentemente da qualche parte trafilava un po’ d’aria.

La rottura dell’altra era, probabilmente, da imputare a un trafilamento d’acqua, di cui mi ero dimenticato, ma che avevo notato ieri nella ricerca del guasto, dalla vite inferiore di chiusura del coperchietto, allentata.

Quando se ne è andato abbiamo mangiato qualcosa, ma ormai era troppo tardi per mettersi in marcia verso Ravenna.
Saremmo arrivati con il buio.

Per domani le previsioni non sono buone. Vento e mare forti e in bocca.
Per domani l’altro, giovedì, non sono chiare.
I siti che consulto mostrano dati e mappe contrastanti e, come dicevo prima, mi paiono poco affidabili e il vento ha ricominciato a tirare con valori anche doppi di quelli previsti.

In fondo siamo a soli 10 euro di distanza in treno da Bologna. Decido un nuovo stop di un paio di giorni, così posso sistemare alcuni problemi di lavoro e casalinghi.
Il marina ci assegna un posto barca, maledettamente stretto, in un pontile differente, che otteniamo con quello che si usa chiamare un “ormeggio a supposta”.

Matteo è disponibile a tornare per concludere il viaggio di Moma a Ravenna (sua sede invernale, ho deciso) venerdì, se le condizioni meteo mi convincono.
Alle 21 raggiungo l’auto nel parcheggio Carracci di Bologna.

Non sono convinto, faccio una sosta.
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