Si riparte

La mattina la passiamo a cercare di trovare un additivo da aggiungere al gasolio (suggerimento di Andrea, ma il distributore al porto non lo tiene) e a tentare di trovare un rimedio al “ritorno” della leva dell’acceleratore.

Antonio e Paolo vanno a piedi a un distributore di carburante stradale, io tento un approccio errato al problema della leva.

Versiamo l’additivo nel serbtoio, utilizziamo un elastico “a palline” (idea di Paolo) per tenere nella posizione voluta la leva e tentiamo una nuova partenza di verifica della barca e avvicinamento di Olbia (base di partenza per la traversata). A risolvere il problema del “gioco” dell’asse del timone rinunciamo (si può tentare di navigare con quello, visto che per Daniele non non mai stato un problema.

Dopo un’ora, un’ora e mezza di motore, decidiamo che questo si sta comportando (rumorosamente) bene. Il fumo non si presenta se non si accelera oltre la velocità di crociera  (4.5 – 5.2 kn). L’intervento dell’elastico sulla leva è minimo. Il contagi mostra un valore coerente (1500 giri).

Rinunciamo a raggiungere il gruppo di isole di Budelli, perché l’orologio corre, spegniamo il motore e ci dirigiamo verso una direttrice di circa 120 gradi (modificata sulla base dei tanti indicatori di pericolo esistenti) in un lascone di solo genova, a una media di 4-5 nodi, dolcissimo e veramente rilassante, sotto l’abile guida di Gustavo (il pilota ST2000).

Ancoriamo un po’ prima del tramonto, con circa 30 metri di sola catena in 5.5 metri di fondale (vento costante da Ovest), in una splendida baia a Sud-Ovest di Porto Mannu. Nella baia 5-6 barcche a vela e non, malgrado il giorno sia un feriale di maggio.

Cena con pasta condita con peperoni in padella, vino e chiacchiere di politica varia.

(ore motore: da 1631 a 1633)

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