
Verso le 10,30 salpiamo, usciamo dalla grande baia di Vathy e ci dirigiamo prima per SudEst e poi per Sud lungo la costa di Itaca.
Come previsto non c’è vento e affrontiamo questa parte del percorso a motore. La mia idea è di fermarmi in una baia sulla costa Sud di Itaca per pranzo.
Giunto all’altezza dell’isolotto di Pera Pigadi, però, mi viene in mente che il posto più adatto è proprio quello e accosto per fermarmi lì.
Alle 12,45 siamo ancorati in 10 metri d’acqua con 25 metri di catena e una cima a terra, proprio sull’isolotto.
Prima di pranzare, però, c’è da risolvere un nuovo problema, di quelli di cui si farebbe davvero a meno, anche se semplice da risolvere.
Luca ha fatto per andare in bagno, poi ha messo fuori la testa e ha chiesto “Che fine ha fatto la leva della pompa del cesso?”.
Imprecando scendo a vedere e come temo trovo la maniglia della leva nascosta dietro il WC, ma l’asta da cui si è svitata, probabilmente con le vibrazioni del motore, è scivolata dentro la pompa. Tocca smontarla tutta per recuperarla.
Come ho già raccontato altre volte, nell’ambiente marinaro si dice che nessuno che non abbia messo almeno una volta le mani nel cesso può essere considerato un vero marinaio.
Secondo questa massima, io ormai dovrei essere considerato un grande marinaio.
Comunque l’asta è recuperata e riavvitata il più stretto possibile.
Un’insalata fresca e poi alle 15,30 ripartiamo.
Fuori della baia armiamo la randa perché il vento dovrebbe arrivare, anzi me lo aspetto fortino e prendo da subito una mano di terzaroli.
Invece compare timidamente, per raggiungere una velocità di soli 3 nodi debbo togliere la mano.
Poi gradualmente cresce, presto da una bolina incerta, passiamo a un traverso veloce, intorno ai 5 nodi.
poi cresce troppo, diventa un gran lasco a oltre i 6 e anche i 7 nodi, riprendo la mano di terzaroli e dimezzo anche il genova. Mi pento di non averne prese 2 di mani. Se al vento apparente di 18, 19, 20 nodi di poppa sommo la nostra velocità, abbiamo un reale di 25 nodi.
Anche il mare è cresciuto molto. Invece di prendere la seconda mano, decido di togliere completamente la randa. Manca mezz’ora all’arrivo e con uno sputo di genova rollato entriamo comodi comodi nel golfo di Poros su Cefalonia.
Alle 18 diamo fondo di fronte alla spiaggia in 5 metri d’acqua e con 30 di catena. Il vento continua a tirare ancora fortino per un paio d’ore e il mare richiede anche più tempo per appiattirsi, ma noi possiamo cenare con le “melanzane maritate” di Rachele.
Ore motore: 2707
Miglia percorse: 21

