
Sono trascorsi altri giorni e le mie esplorazioni subacquee a Mitikas sono continuate riservandomi nuove soddisfazioni.
Documentandomi ho scoperto che non solo qui è Bandiera blu, ma si tratta di una zona con un ecosistema marino particolarmente ricco anche perché fa da “cerniera” fra la riserva protetta del golfo di Amvrakikos e il Mar Jonio aperto. In più, avendo così tanto tempo a disposizione, ho potuto impratichirmi dei diversi luoghi, studiare le migliori condizioni di luce e mare, gli orari più favorevoli e allenare l’occhio a sapere cosa cercare e dove guardare.
Oltre alle tante specie già descritte ho fatto nuove osservazioni, alcune molto interessanti. Per esempio, ho incontrato il Parablennius gattorugine, o bavosa ruggine: a dispetto del nome, il corpo è allungato e flessuoso e ha un’andatura tipicamente serpentina, ondeggiante; è di colore molto scuro, con delle strisce verticali ondulate beige lungo il corpo e, sulla sommità del capo, degli strani cornini chiari. Ho visto il pesce coniglio, che quando è tranquillo, intento a mimetizzarsi tra le rocce e la vegetazione, mostra una splendida e regolare marmorizzazione o reticolo beige/giallo chiaro che ricopre interamente i fianchi; ho rivisto, stavolta a lungo e in condizioni ottimali, la murena mediterranea, veramente spettacolare sia per i colori della livrea che per l’andatura ondeggiante e le notevoli dimensioni. Sui fondali sabbiosi, poi, ho individuato i piccoli gronghi e anche uno scorfano. E ho scoperto che le particolari “calotte” un po’ informi di cui molti scogli sono parzialmente ricoperti sono le spugne-patata.
Documentandomi avevo letto che gli avannotti di castagnole hanno un magnifico colore blu elettrico e generalmente si muovono in gruppi numerosi; inoltre mi chiedevo, con meraviglia, se non ci fossero granchi su questi scogli, dal momento che non ne avevo ancora visti. E finalmente, continuando le esplorazioni lungo la diga foranea della darsena e spingendomi sempre più all’esterno ho visto:
– nugoli di avannotti di castagnola, effettivamente di un intenso blu elettrico che, con la luce del sole che penetra sott’acqua , offrono uno spettacolo davvero notevole;
– un bell’esemplare di granchio color arancio, quasi sicuramente una granceola;
– diversi esemplari di granchio atlantico, con le sue lunghe zampe a strisce gialle;
– ma non solo, questa zona di scogli mi ha anche regalato la visione di una bellissima, solitaria stella marina rossa.
Poi ho individuato con certezza e imparato a riconoscere le oloturie, o cetrioli di mare, che sono veramente molto brutte e sembrano quasi un pezzo di legno abbandonato in fondo al mare, ma svolgono una importantissima funzione di depurazione costante della sabbia dei fondali. Infatti puliscono il mare agendo come spazzini: si cibano dei detriti organici presenti nei sedimenti ingerendo grandi quantità di sabbia e materia in decomposizione di cui digeriscono la parte nutriente e rilasciano sul fondo sabbia pulita e ossigenata, migliorando così la salute di alghe e coralli. Utilissimo, ma proprio brutto brutto!
Questi fondali sono ricchissimi inoltre di ampie praterie di posidonia, importantissime per l’ecosistema mediterraneo perchè servono a produrre grandi quantità di ossigeno (fino a 20 litri al giorno per metro quadro), a offrire rifugio e nutrimento a oltre il 25% delle specie marine e a proteggere le coste dall’erosione attenuando la forza delle onde.
Parlando invece di conchiglie, sono davvero molto interessanti quelle che non si trovano nel mare… Infatti la particolarità geologica di Mitikas è la presenza di scogliere di arenaria ricoperte da conchiglie pietrificate risalenti a migliaia di anni fa. Camminando lungo il bagnasciuga e facendo snorkeling vicino alle formazioni rocciose a ridosso del capo si possono vedere facilmente veri e propri strati compatti di pettini fossili (antichi bivalvi simili alle capesante), ostriche preistoriche cementate nella roccia costiera e frammenti di bivalvi striati intrappolati nel sedimento indurito. Un contatto con il passato di questo luogo veramente affascinante!
Infine qui a Mitikas ho ritrovato un elemento marino che aveva fatto parte della mia esperienza acquatica fin dall’infanzia, quando in estate mio padre affittava una casa fuori città, in faccia al mare, e lì trascorrevamo il periodo più caldo. Papà era un uomo di mare, che amava e conosceva bene; spesso usciva a nuoto e tornava con reti di ricci che, quasi immediatamente, venivano aperti, sciacquati nell’acqua di mare e consumati. Ecco, quello per me resta il sapore, puro ed essenziale, del mare. Un sapore mai più ritrovato con quell’intensità!
In un certo senso i ricci sono un po’ la mia personale madeleine…
Be’, a Mitikas i ricci non li ho pescati e tanto meno mangiati, ma li ho ritrovati, a centinaia, sulle rocce bianche dei fondali.
E’ stato emozionante, un po’ come ritrovare vecchi amici, dopo tanto tempo.

