In baia a Kastos

Dopo colazione salpiamo l’ancora e andiamo a occupare un posto che si è liberato sulla banchina comunale.
Rabbocchiamo l’acqua utilizzando la card dello scorso anno in cui c’è ancora ampio credito, acquistiamo un po’ di cose e io mi siedo a un tavolino stabile di un bar per riparare il telecomando del salpaancore.

Sì, perché non solo abbiamo problemi di alimentazione sul salpaancore, ma ha smesso contemporaneamente di funzionare il telecomando. Per fortuna aprendolo ho scoperto che si tratta solo di un filo che si è staccato dalla batteria interna.
Con la lente di ingrandimento e il saldatore per stagno a gas, su di un tavolino che non si muove con le onde, posso ripararlo.

Dopo mezzogiorno lasciamo l’ormeggio e pian piano ci portiamo fuori dalla baia di Vathy a motore, qui apriamo le vele e ci dirigiamo per NordEst in direzione di Kastos.

Il vento c’è da subito ed è un buon vento che ci permette una buona bolina abbastanza veloce. Procedendo il vento cresce e la bolina allarga e diventa un traverso.
All’altezza di Nisis Atokos il vento cade e siamo costretti ad accendere il motore, ma appena passata ritorna, ma questa volta l’andatura è un traverso-lasco.

Il vento cresce ancora e siamo costretti a ridurre randa e fiocco. Arriviamo a scapolare Capo Pothoni a Sud di Kastos a 6 nodi e punte di 6.5, con raffiche a 20 nodi di vento apparente.

Mi dirigo nella baia di SudEst di Kastos. La baia è piuttosto piena, ma una barca se ne sta andando proprio in fondo alla baia e ci mettiamo al suo posto, con le cime a terra, alle 16,30 circa, ancorando in 6-7 metri d’acqua.

Dopo un paio d’ore un vicino di barca che s’è immerso per controllare la sua ancora ci dice che la nostra è sdraiata e non ha preso nella sabbia. Io dubito perché Rachele che era andata in esplorazione mi aveva detto che la punta era piantata e la Epsilon è un’ancora che quando s’impuntata poi fa presa piena.

Comunque se ci sono dubbi sulla tenuta dell’ancora, soprattutto se stai a pochi metri dalla roccia, non è il caso di stare a tergiversare.
Liberiamo gli ormeggi a terra, salpiamo l’ancora e andiamo a cercarci un nuovo ancoraggio.

Ce n’è uno accettabile un po’ più all’esterno fra un catamarano charter e uno yacht a motore italiano piuttosto importante.
Mi tocca dare fondo in oltre 13 metri d’acqua con il mio salpaancore che fa i capricci, ma con un po’ di difficoltà ci inseriamo bene fra le altre barche.

Ceniamo con due enormi frittatone di blita, facciamo un po’ di chiacchiere e andiamo a letto prima di mezzanotte.

Ore motore: 2682
Miglia percorse: 18

In baia a Kastos
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