A Porto Gaio di Paxos

Alle 10 leviamo l’ancora. C’è un po’ d’aria, che fa ben sperare, bisogna vedere come si comporta all’uscita del golfo di Sivota.

Tiene, ma viene da sud, proprio in bocca per la nostra rotta.

Armiamo comunque randa e genova e facciamo un bordo di bolina verso la punta sud di Corfù. LA rotta si allungherà notevolmente, ma dobbiamo fare solo 14 miglia reali, quindi abbiamo margine.

Vicino a Corfù viriamo e iniziamo il secondo bordo, ma a metà strada il vento cade. Rolliamo il genova e ci mettiamo in rotta a motore.

Dopo un’oretta il vento risale e adesso viene da ovest. Riapriamo il genova e riusciamo a fare una bolina in rotta, veloce e comoda che ci avvicina a Porto Gaios.

Nei pressi dell’arrivo il vento si attenua, ma ormai manca poco. Raccogliamo le vele e proseguiamo a motore.

L’ingresso a Porto Gaios è sempre emozionante per me.

In centro alla banchina c’è un ampio posto fra un traghettino turistico e un motoscafone italiano, che hanno ambedue le catene un po’ fuori asse e convergenti.

Io sto ben attento a non incrociare la mia catena con la loro.

Prima dell 15 diamo fondo e portiamo la poppa in banchina. Sembra tutto ok.

Ci prepariamo a scendere per un giro, quando sentiamo uno strattone e rumore di catene. Il traghettino, nel partire, ha preso la nostra ancora con la sua e l’trascinata su quella del motoscafone.

Io credo che si siano mossi un po’ in fretta col motore lasciando l’ancora a strisciare sul fondo e agganciando la mia, ma non posso esserne certo.

Comunque non è il momento stare a recriminare, bisogna agire prima che avvengano danni.

Lasciamo l’ormeggio e ci avviciniamo al traghettino (anche il motoscafo si mette in moto). Il marinaio del traghetto mi indica come sono messe le due ancore.

Con calma e ruotando lentamente davanti alla loro prua, mentre loro sollevano la catena, riusciamo a liberare l’ancora. Poi la recuperiamo metro per metro, cercando di non incattivirla con quella del motoscafo.

Siamo liberi. Il traghettino manovra per uscire dal porto. Il motoscafo riormeggia e noi dopo di lui.
Abbiamo fuori 32 metri di catena in 3,5 metri d’acqua.
Adesso le ancore sono sicuramente libere. Tutto bene quel che finisce bene.

Però arriva all’ormeggio a fianco a noi una barca charter di 45 piedi. Giurerei che la loro catena è sulla nostra, accidenti.
Ci accordiamo che domattina loro partano per primi.
Speriamo bene.

Facciamo un giretto per il paese per mostrarlo a Velia e Francesco e per acquistare qualcosa al supermarket Coop.

Si cena con una pasta condita con i pomodorini al tegame e abbondante ricotta affumicata crotonese.

Ore motore: 2593
Miglia percorse: 17

A Porto Gaio di Paxos
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