
Verso le 8,30 scendiamo a terra col gommone, remando fino alla spiaggia. Alle 9 siamo alla biglietteria delle grotte, anche se poi ci fanno entrare con un po’ di ritardo.
Le grotte di Divos, o Divou che dir si voglia, sono sicuramente da vedere.
La prima parte della visita si fa su piccole barche a 8 posti, la seconda a piedi, in ogni caso procedendo in un mare di stalattiti e dí stalagmiti.
Ritornare su Moma, affrontando l’onda che frange sulla spiaggia, è dura e ci bagna dalla testa ai piedi, ma ce la facciamo.
Ci togliamo il sale da addosso e ci cambiamo i vestiti bagnati, poi verso le 11,30 salpiamo.
Il vento non si vede e procediamo a motore verso Sud.
Solo verso le 14,30 arriva un filo d’aria sufficiente a navigare. È di poppa quasi piena, apro il solo genova e provo a navigare così. In breve il vento rinforza un po’ e si allarga permettendoci un gran lasco a circa 4 nodi di velocità.
Dura circa un’ora e un quarto, poi cala significativamente e sono costretto a riavviare il motore.
Un altro quarto d’ora e il vento torna, riapro il genova, ma ormai siamo a capo Matapas, sulla punta secondo dito (da Ovest) del Peloponneso.
Procedo così nel vento che rinforza fin davanti alla punta, poi viro di bordo e comincio a stringere per risalire verso Nord, ma il vento rinforza ancora e raffica pesantemente. Si tratta di un catabatico previsto, tipico di questo luogo. Chiudiamo il genova e riaccendiamo il motore.
Ormai si tratta di decidere solo in quale baia ancorare per passare la notte.
Provo Ormos Asomaton. Non mi piace le raffiche picchiano di brutto e la fascia di basso fondale mi pare inadeguata. Idem per Vathy.
Mi dirigo a Porto Kagio, anche lì il vento picchia all’ingresso, oltre i 22 nodi, ma verso il fondo Sud della baia diminuisce di molto e, anche se ci sono già parecchie barche, c’è spazio per un buon ancoraggio.
Verso le 18 proviamo a dare fondo, ma dobbiamo riprovarci due volte prima di essere soddisfatti. Il fondo non è granché tenitore. Rachele va a nuoto nell’acqua trasparente a vedere l’ancora e dice che è appena impuntata in questo fondo di sabbia dura e compatta, ma la catena (35 metri in 8 metri d’acqua) è ben stesa e Moma non si muove.
Una bella pastasciutta piccantina con melanzane e pomodori è il premio per questa lunga giornata.
Miglia percorse: 26
Ore motore: 2417