
Ci alziamo presto e decidiamo di partire subito, così alle 8 e un quarto salpiamo.
Fuori dalla baia c’è un po’ di brezza e proviamo a sfruttarla aprendo randa e genova, ma andiamo poco in là. La forza del vento continua a calare e in breve scendiamo dai quasi 4 nodi di velocità iniziali, ai 2.
Rolliamo il genova e riaccendiamo il motore, mentre l’acqua si fa specchio.
Procediamo così a motore prima verso NordOvest e poi per Nord nel braccio di mare che divide Corfù con la terra ferma, prima greca e poi albanese.
Per tutta la navigazione non c’è aria che increspi il mare. Era previsto, ma speravo che un po’ arrivasse.
C’è anche un treno di nuvoloni in cielo, ma neanche quelli chiamano aria.
Entriamo a Kassiopi, nostra meta, all’una e un quarto. La signora responsabile del porto non è in vista e sul molo Est, dove ho sempre ormeggiato, un motoscafo e un gommone, ormeggiati all’inglese occupano tutto lo spazio.
Provo sul molo di NordOvest, che è libero. Diamo ancora e mi porto con la poppa in banchina, ma quando sono a un paio di metri noto che sotto il pelo dell’acqua ci sono dei massi che rischiano di spaccare il timone, cerco un punto libero, ma intanto arriva in bicicletta la responsabile.
Non posso mettermi lì, perché sono posti già prenotati da barche più grandi in arrivo.
Mi chiede di attendere che vede dove può metterci, visto che non abbiamo prenotato (per prenotare bisogna usare l’app Sammy).
Pedala fino all’altro molo e fa spostare le barche che lo occupano e mi fa segno di entrare lì e mi fa assistenza nell’ormeggio. Non è mai stata una che ispira simpatia, ma è capace e professionale.
Consiglia di non avvicinare troppo la poppa alla banchina e ci presta una sua passerella in legno per salire e scendere. Grazie.
Kassiopi è diventata carissima, 32 euro per una barca da 8 metri su di una banchina comunale è un’esagerazione anche per le Ioniche, ma siamo a Corfù, cosa ci vuoi fare?
D’altronde volevamo venire qui anche per fare gli ultimi acquisti prima della traversata, che a Othonoi c’è poco.
Rabbocchiamo l’acqua e andiamo a mangiarci una pita.
Faccio un nuovo breve controllo al motore, che se per caso serve qualcosa qui si dovrebbe trovare e dopodomani traversiamo. Olio ok, liquido di raffreddamento ok, prefiltro gasolio pulito, nessun trafilamento in sentina. Bene.
Facciamo una piccola spesa e ci friggiamo in padella dei peperoni a corno del mercato di Vonitsa per cena, poi facciamo una lunga passeggiata ad anello che, passando lungo costa, dal porto arriva alla baia di Hmerolia e, rientrando verso il centro città, ritorna al porto.
Ore motore: 2791
Miglia percorse: 23

