
La notte è stata faticosa. Si ballava davvero molto con questa onda che entrava da mare aperto a Ovest e la barca, orientata da un alito di vento verso sud, che se la prendeva tutta al traverso.
Facciamo colazione e dopo le 10 salpiamo l’ancora. C’è un po’ d’aria, ma inizialmente non sufficiente per navigare a vela, anche perché è in bocca.
Poi il vento cresce e apriamo le vele tentando di procedere con dei bordi, ma il vento cresce più di quanto mi aspetto e sembra voler crescere ancora e prendo due mani di terzaroli e armo la trinchetta per prevenire ciò che sta arrivando.
Non arriva, anzi il vento cala pian piano e siamo costretti prima a riaprire il genova e a togliere le mani, poi a rollare il genova e riaccendere il motore.
Pranziamo con una simil panzanella. Intanto il vento riappare e ruota un po’ più a ovest, permettendoci una bolina lentina, ma in rotta.
Poi ricade, poi torna e lentamente cresce, regalandoci un’ultima ora abbondante di una bolina veloce.
Verso le 16,30 entriamo nel porticciolo di Mytika (qualche miglio a nord dell’imboccatura di Preveza). È un porto piccolissimo, con pochi posti con profondità sufficiente, e non siamo sicuri di trovare posto, ma per fortuna, data la stagione appena cominciata, ce n’è in abbondanza.
Alcune barche hanno una trappa, ma sembra essere di proprietà della barca che la utilizza in una gestione autocratica. Noi caliamo l’ancora nel centro della darsena, sperando di non incattivarla con una eventuale catenaria, e portiamo la poppa in banchina.
Un bagnetto chi vuole, una docetta, un giro in paese che gli abitanti hanno riempito di fiori per comprare due cose, poi a cena alla taverna di Antonio, dove mangiamo abbastanza bene.
Ore motore: 2599
Miglia percorse: 22
Carburante nel serbatoio: 45-50 litri circa

