
La giornata di ieri a Trizonia è stata di un caldo inaccettabile e la nostra intenzione di farci una bella passeggiata su un sentiero ad anello dell’isola, che già non avevamo messo la sveglia per partire col fresco, è stata cassata anche per la sera.
Per i miei problemi alla valvola mitralica i cardiologi, oltre a prescrivermi i farmaci, mi hanno detto di tenere sotto controllo la pressione, cosa che faccio regolarmente. Ieri pomeriggio eravamo così spompati che abbiamo fatto una ulteriore misurazione, sia Rachele che io, e avevamo ambedue la minima sotto i 60. Teoricamente eravamo morti.
La sera quando la temperatura è diventata accettabile siamo andati a cena in una taverna locale con Davide e un’altra coppia di italiani, Laura e Paolo.
Loro vivono a Cipro da una ventina d’anni, da quando sono in pensione. Hanno appena acquistato un motorsailer Feretti in Sicilia e se lo stanno portando laggiù. Purtroppo sono fermi e Trizonia da diversi giorni perché – indovinate un po’- hanno un guasto importante al motore. I miei migliori auguri.
Oggi si preannuncia una giornata altrettanto calda, non ho intenzione di subirla passivamente fermi in porto, meglio navigare, sperando in un po’ d’aria.
Sistemiamo un po’ le cose, rabbocchiamo l’acqua e dopo le 11 lasciamo gli ormeggi.
Le previsioni meteo parlano tutte di venti deboli, ma ognuna propone direzioni diverse. Speriamo solo che un po’ d’aria ci sia. La nostra intenzione sarebbe di andare a Itea, ma il piano B, nel caso non ci sia vento e la prospettiva sia di farsi 5 ore di motore, è di dirottare su Eratini e spezzare in due la tappa.
Scapolato il capo di Akras Psaromyta diventa chiaro che di aria non se ne vedrà traccia, né a favore, né contro. Facciamo rotta per NordEst, verso Eratini. Rachele però propone di trovare un luogo migliore della spiaggia del paese per pranzare e fare un bagno, allora mi dirigo un po’ più a Est, verso Ormos Panormou (anche detto Lemonias – questa storia che in Grecia i posti hanno più nomi, mi fa ammattire), tanto possiamo sprecare tempo.
Sulle app per naviganti si dice che la spiaggia di SudEst del golfo offre un piacevole ancoraggio.
Ci arriviamo verso l’una e un quarto, gettiamo l’ancora su 6 metri d’acqua e pranziamo con la nostra tipica panzanella. C’è solo un catamarano alla fonda e pochissimi bagnanti sulla spiaggia. Davvero un bel posto.
Facciamo anche un bagno rinfrescante e verso le 15 salpiamo nuovamente. Alle 15 e tre quarti gettiamo l’ancora davanti al moletto di Eratini in 12-13 metri d’acqua e portiamo la poppa all’ormeggio sul piccolo molo rilasciando 40 metri di catena.
Il posto è piacevole, ma il caldo è anche qui è terribile.
Stasera dei maccheroni con sugo di pomodoro fresco e ricotta greca, lasciati raffreddare prima di affrontarli, mentre cresce un po’ di risacca che ci sballotta. Speriamo che si calmi nella notte.
Ore motore: 2729
Miglia percorse: 12

