
Alle 8,30 il tassista, puntuale, è alla radice della banchina e ci porta agli scavi e al teatro antico di Epidauro.
Avremmo voluto poter vedere uno degli spettacoli che vengono rappresentati in questo teatro ogni anno, ma non c’è stata l’occasione.
Giuliano e Silvia ci raccontavano giorni fa di essere riusciti ad andare a una delle rappresentazioni e di quanto fosse stato emozionante.
Il teatro è enorme (14 mila posti) e forse il meglio conservato dei teatri greci e fa parte di un grande sito archeologico in cui si trova anche il tempio di Esculapio e tanto altro. L’ora concordata con il tassista per la visita, però, è poca. Occorrerebbe una giornata.
Verso le 10,30 siamo di nuovo in barca. Rabbocchiamo il serbatoio dell’acqua, ci prepariamo e verso le 12 lasciamo l’ormeggio.
I modelli meteorologici si contraddicono, chi indicando deboli brezze, chi venti tesi, ma comunque per tutti sono “in bocca”. C’è da sperare che almeno siano forti abbastanza da tenere un’andatura di bolina, anche fuori rotta, pur di non procedere di solo motore.
Ci dirigiamo verso Nord, con un vento sostenuto che sembra accelerato dall’effetto Venturi. Aspetto ad aprire le vele di scapolare il capo di Akra Trakhili. Passato quello il vento sembra calare, ma poi riprende.
Armo la randa con 2 mani di terzaroli e isso la trinchetta. Non ho abbastanza potenza e non andiamo (max 2 nodi). Apro il genova. Intanto il vento risale, il genova tutto aperto non si riesce più a tenere, lo rolliamo un po’.
Teniamo una rotta inizialmente per Nord pieno, mentre avremmo dovuto andare verso Nord-Ovest, ma almeno adesso abbiamo una buona velocità, sui 5 nodi, con un vento apparente che tocca spesso i 20 nodi.
Man mano che avanziamo però il vento allarga un po’, io lo seguo e, a 2 – 3 gradi per volta, lo stringo, recuperando pian piano la mia rotta ottimale.
La nostra destinazione è l’imbocco del canale di Corinto. Quando arrivo quasi sotto la costa Nord del Golfo del Saronico mi rimangono solo 4 miglia da completare con una rotta per Ovest.
Rolliamo il genova e riaccendiamo il motore.
Occorre decidere dive passare la notte. Optiamo per una baia un po’ aperta a Sud dell’ingresso del canale, subito sopra Akra Sofia. Ne ho letto bene e questa notte non ci dovrebbe essere vento.
Prima di cena cerco di pagare il transito nel canale. Decodificando a fatica le voci del questionario sul sito riesco a fare la richiesta . Ricevo una e-mail dí conferma, ma non ancora istruzioni sul pagamento.
Dopo più di mezz’ora arrivano anche queste e pago con la carta di credito. Bene, anche questa è fatta.
La baia effettivamente non è male, ma c’è parecchio mare.
Nello sbattimento ceniamo con i “pomodori saporiti” del mozzo.
Miglia percorse: 21
Ore motore: 2462
Gasolio nel serbatoio: circa 40 litri