
Come previsto stamattina non c’è onda generata dal vento, ma solo quella di barche e traghetti, quindi saliamo sul tender e andiamo a terra a visitare la bella Aegina.
Andiamo anche a vedere il tempio di Apollo, di cui in verità rimane una sola colonna, e la città fortificata che lo circondava.
Interessante, ma più interessante è il museo connesso, dove ci sono reperti anche di 2500 anni a.c.. Merita.
A Aegina, ovviamente, è obbligatorio acquistare i pistacchi. Qui sostengono di essere loro la “patria“ del pistacchio, non Bronte.
In una ferramenta trovo anche un tubo dell’acqua estensibile che mi va bene. A Monemvasia avevo prestato il mio a Giancarlo, ma purtroppo gli si era rotto. L’aveva riparato al meglio, ma non c’era da sperare che durasse. Ora ce l’ho nuovo.
Ritorniamo in barca e ripartiamo, che restare in quel posto con l’onda sollevata dai traghetti è diventato faticoso.
Alle 13,30 leviamo l’ancora e ci dirigiamo a Ovest. Alla partenza c’è un po’ di vento che ci fa ben sperare, ma dopo poche centinaia di metri se ne va.
Alle 17 circa siamo a Nea Epidhavros. Ci sono ancora un paio di posti liberi sul lato esterno del molo municipale. Si ballerà discretamente, ma ci mettiamo lì, dando fondo in una decina di metri d’acqua con 40 metri di catena.
Il posto è davvero gradevole, quieto. Ceniamo bene da “Marilena”, proprio qui alla radice del molo.
Intanto abbiamo prenotato il taxi per domattina per andare a vedere il teatro di Epidauro.
Miglia percorse: 15
Ore motore: 2458