
È passata oltre una settimana da quando siamo venuti a ridossarci dal meltemi a Monemvasia e siamo ancora qui.
Però il vento è un po’ cambiato, dopopranzo cade, lasciandoci in balia dell’afa, e ricompare la sera, perdurando tutta la notte e la mattina.
Quello che rimane forte, con questo andamento, è il mare, che continua a sballottarci anche in porto.
L’altra notte Andrea e Marina hanno voluto approfittare della calma di vento per cercare di raggiungere Methoni, contando di essere ridossati una volta scapolato Capo Malea.
Li ho contattati perché ero preoccupato e mi hanno detto di avere passato una notte terribile, sballottati da onde di oltre due metri, che gli mettevano in acqua la falchetta, prima a destra e poi a sinistra.
Per domani però le previsioni danno la prima diminuzione del mare. Le onde dovrebbero scendere sotto il metro. Io ci conto e ci stiamo preparando a partire.
Abbiamo riempito di acqua e altri liquidi di conforto la cambusa, domattina faremo la spesa del fresco. In questi giorni intanto abbiamo fatto diversi lavoretti, per esempio delle tendine antisole da mettere sugli oblò.
Siamo lontani dalla colonnina dell’acqua e abbiamo riempito parte del serbatoio con le taniche.
Ho anche fatto il cambio dell’olio motore, dopo circa 200 ore di lavoro. Il meccanico a giugno mi aveva sgridato perché il filtro dell’olio non era stretto bene. Ho cercato in tutti i modi di stringerlo con due chiavi di diverso tipo, ma non c’è davvero spazio di manovra, sono ammattito e ho imprecato con tutte le mie risorse, ma non c’è stato modo.
Alla fine l’ho stretto a mano, pare che tenga. D’altronde più d’uno mi ha detto che i filtri vanno stretti a mano. Vediamo.
Ieri mattina abbiamo indossato scarpe adatte e poi abbiamo affrontato un sentiero di tipo alpinistico che fa il periplo dell’isola di Monemvasia, passando a mezza costa, con da una parte lo strapiombo sugli scogli schiaffeggiati dal mare e dall’altra la parete strapiombante di roccia che sale al castello e alla chiesa sulla cima.
Molto bello. Il sentiero termina al faro, vicino alla cinta muraria della vecchia cittadina, e vale senz’altro la pena di essere percorso, se si ha un po’ di dimestichezza con i sentieri impervi.
Anche la cucina è stata protagonista dell’attesa. Da citare sicuramente i medaglioni di zucca in agrodolce con cui si è esibita il mozzo Rachele, accompagnati da tzaziki, pomodorini secchi rinvenuti e insaporiti, uova sode e olive, accompagnati da un vinello (Ælos) comprato in bag sottovuoto ad Argostoli.
Le ricette del mozzo stanno diventando un elemento significativo di questa crociera e ho deciso di dedicargli una pagina specifica all’interno della sezione Cultura-CucinaDiBordo del blog.
Potete trovare le prime e le altre che verranno al link sottostante:
Le Ricette del Mozzo