
Alle 9,30 circa leviamo l’ancora e ci dirigiamo verso Est.
C’è già aria da Ovest e apriamo il solo genova, sperando di poter navigare così per tutta la giornata. Le previsioni dicono che in effetti ci sarà Ovest o Sud-Ovest, ma però fino a tarda mattina debole.
Purtroppo nel giro di una mezz’ora il vento cade e siamo costretti a procedere a motore.
Riacquista una forza sufficiente a riaprire la vela solo verso l’una e mezza.
All’inizio non facciamo più di due nodi e mezzo, ma presto il vento rinforza e aumenta anche la velocità,: 3 – 3,5 – 4.
Si alza anche parecchio mare, un’onda lunga a volte anche di un metro. Per fortuna con la sola vela di prua si sente poco e Gustavo la cavalca bene.
Quando siamo vicini all’isola di Elafonisos, nostra meta, abbiamo raffiche anche oltre i 16 nodi di apparente E noi stiamo ben oltre i 5 nodi di velocità.
Rolliamo il genova di una metà, viriamo in poppa e scapolato il promontorio Sud dell’isola accendiamo il motore e ci avviamo all’interno della baia di Lefki, che è subito lì.
Un quarto d’ora prima delle 17 diamo fondo all’ancora su sabbia, in 9 metri d’acqua e 50 metri di catena. Il vento tira ancora raffiche sopra ai 20 nodi, ma l’ancoraggio è solido, anche se il ridosso è decisamente limitato, in quanto da occidente ci separa una lingua di terra molto bassa.
La baia è piena di una dozzina di barche.
Tutta l’isola, come gran parte delle terre che abbiamo costeggiato ieri e oggi, è brulla. Roccia grigia spazzata dal vento è ricoperta di una vegetazione rasa e secca giallastra. Mi ricorda molto il paesaggio “lunare” dell’arcipelago delle isole Kornati in Croazia.
Per cena preparo un risottino in pentola a pressione, con le zucchine cotte con aglio e menta.
Miglia percorse: 27
Ore motore: 2422