Un po’ di posti splendidi

Fatta colazione recuperiamo le cime a terra e salpiamo.
Sono appena passate le 9 e uscendo dalla baia di Fiskardo troviamo mare lungo più formato di quello che mi aspettavo e un po’ di vento da Nord. Armiamo la randa per essere pronti quando scapoleremo il capo Vliotis, subito a Nord.

Domani abbiamo intenzione di andare ad Argostoli e per non fare una tappa troppo lunga abbiamo deciso di partire da Atheras, così possiamo anchevedere un altro paio di posti che ci incuriosiscono e che non conosciamo, che sono abbastanza in strada.

Ci dirigiamo per prima cosa verso Asos, un piccolo porto protetto da un isolotto collegato alla grande isola di Cefalonia da uno stretto istmo di terra. Sull’isolotto un imponente fortificazione veneziana.
Un luogo delizioso che meriterebbe una visita più approfondita, ma ci arriviamo un po’ provati da una navigazione faticosa per il mare formato, che è ulteriormente cresciuto.

Siamo riusciti a navigare a vela solo per mezz’ora, un’ora, con vento in poppa piena da nord, senza grandi possibilità di bordeggiare, e mare da ovest che fa rollare pesantemente la barca. Con la poca forza del vento che c’è si fa fatica a procedere senza incorrere in improvvise strambate, nonostante abbia armato anche il dissipatore sul boma.
Quando il vento cala ulteriormente siamo costretti a ridare motore e subire l’onda totalmente.

Così entriamo ad Assos che è già mezzogiorno, facciamo un giro in tondo nella baia ben ridossata per guardarla dal mare, ne approfittiamo per togliere del tutto la randa, e ci rimettiamo in rotta per la destinazione successiva.

All’una e mezza diamo fondo davanti alla spiaggia di Fteri.
Un’organizzazione internazionale che fa queste classifiche un po’ stupide ha indicato Fteri come la più bella spiaggia d’Europa e la seconda del mondo.
Me l’aveva segnalata l’anno scorso la mia amica Carla, ma non eravamo di strada per andarci, però riusciamo oggi.
Al di là delle classifiche, è un luogo assolutamente da vedere. Tutto il golfo è di un colore blu da cartolina, che vicino alla spiaggia diventa di un turchese indescrivibile, tanto che le pareti di roccia bianca che la circondano sembrano azzurre anche loro per il riflesso dell’acqua.
Inoltre la spiaggia è poco frequentata perché oltre che dal mare è raggiungibile solo a piedi, non ci sono strade. Chi arriva fin qui certamente ne fa un uso rispettoso di questo ambiente.

Ancorati in questo colore iridescente che non sembra neanche acqua, noi e ne approfittiamo per pranzare. Poi verso le 14:30 salpiamo e ci dirigiamo ad Atheras, dove arriviamo prima delle 16 e diamo fondo davanti alla spiaggia in 7 metri d’acqua con 25 metri di catena.
Atheras è un micro porticciolo con poche case, una bella spiaggia e qualche barca di pescatori.
Un altro luogo fuori dalle principali rotte turistiche, davvero piacevole.

Una nuotatina rinfrescante (Rachele) una doccetta (io) e poi cena con peperoni stufati in padella e fagioli.
Peccato che dal mare aperto riesca a entrare nel golfo un’onda abbastanza fastidiosa.

Ore motore: 6517
Miglia percorse: 22

 

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